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Alcune leggende da sfatare....
Pubblicato da Maria Grazia Bregani [Presidente] il 5/9/2006 (11291 letture)
Alla luce di alcune domande ricorsive che ci pongono persone interessate ai gatti abissini, abbiamo pensato che è probabilmente opportuno fare chiarezza su certi ‘equivoci’ che riguardano la razza e che possono essere fuorvianti, per chi non è esperto, al momento della scelta di prendere un cucciolo. Resta inteso che, quando si parla di abissini, lo stesso valga nel caso dei somali.

Sommario


1. Non è vero che l’abissino abbia bisogno di spazi particolarmente ampi e di un giardino per poter essere felice.
Certo: chi (anche essere umano) non sarebbe contento di avere a propria disposizione centinaia di metri quadrati? Ma questo non significa che stare in spazi più ristretti porti all’infelicità!
L’abissino è un gatto dinamico, che ama molto giocare, correre e saltare e che è importante lasciare libero di esprimersi per quello che è il suo carattere; ma non è affatto vero che in un appartamento, anche piccolo, diventi un gatto triste. La maggior parte di loro è nata e cresciuta in appartamento. Si tratta di un gatto assolutamente domestico che non ha quindi –rispetto allo spazio- necessità particolari e diverse rispetto agli altri gatti.
Come si diceva, quello che è importante è lasciarlo libero, nello spazio che ha a disposizione, di vivere fino in fondo la sua felinità; non costringerlo all’immobilità se vuole giocare; non confinarlo in luoghi angusti, come sgabuzzini e gabbie, non impedirgli l’accesso alle zone alte; soprattutto, non ignorarlo.
La cosa di cui ha veramente bisogno non è l’ampio spazio, ma sono gli stimoli e l’affetto delle persone con cui vive. Di per sé è un gatto curioso, molto aperto di carattere e tollerante: quindi ci pensa lui a trovare come occupare il tempo. A noi il compito di farlo sentire a tutti gli effetti parte della famiglia, senza escluderlo dalle nostre attività (che seguirà sempre con grande interesse), tollerando che si faccia le sue passeggiatine su armadi e stipiti e ci contempli dall’alto e che ogni tanto si perda dietro ai suoi giochi e alle sue corse, fatto che non indica insofferenza per lo spazio ristretto, ma semplicemente vitalità, una delle caratteristiche più belle di questa razza.

2. Non è vero che l’abissino sia un gatto iperattivo, addirittura frenetico o nevrotico.
Dappertutto c’è scritto che l’abissino è un gatto sveglio, attivo, dinamico, anche in età adulta e sterilizzato. Niente di più vero. Ma, di nuovo, questo può dare l’errata impressione che si tratti di un gatto sempre in movimento, mai tranquillo, una specie di anima in pena. Niente di più falso. Come tutti gli altri gatti, l’abissino alterna momenti di veglia a lunghi pisolini; ama stare accoccolato a guardare la televisione, ascoltare le nostre chiacchiere, leggere un libro o il giornale accanto a noi, venire, se possibile, a dormire con noi. Cioè, anche in questo (il movimento), è un gatto assolutamente normale. La sua specificità sta semmai nell’essere più agile di un gatto ‘normale’, più atletico, più veloce, più curioso, più partecipe, più reattivo, più acrobatico…si tratta di una razza che la natura ha dotato di tutte le caratteristiche per essere un ‘vincente’. Difficile trovare un’altra razza in grado di stargli alla pari quanto a destrezza. Ma questo non ne fa un pazzo scatenato e squilibrato. Anzi, l’equilibrio del carattere è proprio una delle sue caratteristiche.
Rispetto a molte altre razze è sicuramente più dinamico. Basta alzarsi dalla sedia che lo si vedrà seguirci, almeno con lo sguardo, se è proprio in fase pigra. Non si lascia sfuggire alcuna novità, deve controllare di persona tutto quello che succede; un ospite riceve immancabilmente il suo benvenuto con strusciatine, collo teso per ricevere le carezze, se non addirittura salti sulle spalle per stare più comodi. Collabora attivamente a qualunque cosa succeda e deve sempre mettersi in mezzo. Per questo non è adatto proprio a tutti, perché non rispecchia l’immagine del gattone che sonnecchia tutto il giorno su di un cuscino, indifferente a tutto quello che gli accade intorno. Piuttosto è un gatto che reputa che tutto quello che gli accade intorno lo riguardi, e non tutti apprezzano questa qualità…

3. Non è vero che l’abissino sia un gatto ‘selvatico’.
Saranno il suo aspetto, particolarmente agile e slanciato, o il suo colore, che è mimetico e ricorda appunto quello di alcuni felini selvatici, oppure la sua agilità e vitalità; sta di fatto che alcuni ci chiedono se -viste tutte queste sue caratteristiche, che fanno sì che alcuni lo definiscano la quintessenza della felinità- l’abissino non sia rimasto un po’ selvatico, e quindi inaffidabile o scontroso con le persone.
Tutt’altro! L’abissino è un gatto affettuosissimo, molto orientato sulle persone, bisognoso del loro affetto e della loro presenza, desideroso di vivere al 100% la vita della famiglia. Il suo amore per noi, che non lesina mai, fa sì che ci salti in braccio, si strusci, faccia la ‘pasta’, ci lecchi…il tutto accompagnato da fusa rumorosissime e tenaci. Anche in questo è ‘più’ di tanti altri gatti. E anche per questo forse non è adatto a tutti. Alcuni possono trovarlo un po’ invadente, per l’attenzione che richiede (ma, ricordiamoci, è comunque un gatto, con i suoi lunghi momenti di autonomia). E’ difficile che un abissino sia aggressivo o diffidente. Per questo va bene anche in case con bambini e altri animali. Certo, come tutti i gatti, non ama i rumori particolarmente forti, i gesti improvvisi, ma tollera molto bene i ritmi e i suoni della nostra vita normale. Se abituato ad essere l’unico animale di casa per molto tempo, può diventare esclusivo nel suo affetto e quindi geloso nei confronti del nuovo arrivato (ma dipende molto dal carattere del singolo), ma con le persone si comporta sempre in modo molto socievole, che le conosca o no. Per questo si abitua molto facilmente a cambiare casa o spazio, senza subire grandi traumi, anche da adulto. Per lui l’importante è che ci sia qualcuno che gli vuole bene e gli dedichi le attenzioni di cui ha bisogno, qualunque sia l’età.
E’ però vero che, se ne ha la possibilità, resta un cacciatore formidabile di topi, uccelli, insetti di ogni tipo, volanti o no, lucertole e quant’altro. Trofei tutti che vi porterà orgoglioso sotto gli occhi. A casa, di solito, si limita a catturare le mosche e a sostituire la caccia con battute di gioco, anche di squadra…
Un’altra abitudine frequentissima negli abissini e che ha a che fare con un carattere ancora naturale, più che selvatico, è che, se non sono sterilizzati, sia maschi che femmine marcano il territorio con urina e anche con feci. E’ un comportamento di tipo sessuale, che sparisce con la sterilizzazione. Anche per questo si consiglia la sterilizzazione intorno ai 5-6 mesi di età, perché si tratta di una razza piuttosto precoce: una femmina può avere i primi calori intorno ai sei mesi.

4. Non è vero che la diversità di colore determini una diversità di carattere.
Gli abissini sono disponibili in vari colori (lepre, sorrel, blu, fawn, ecc.), più o meno facili da trovare. Tuttavia il carattere del gatto resta essenzialmente lo stesso, che sia un caldo e ‘selvatico’ lepre o un delicato fawn. Nessun allevatore che abbia più colori –e quindi la possibilità di mettere a confronto i caratteri dei vari gatti- ha mai riscontrato differenze evidenti legate alla tonalità del mantello. Come per ogni essere vivente ogni soggetto è diverso dall’altro, ma uno dei criteri di selezione dell’allevamento investe proprio il carattere: un abissino, cioè, si comporterà da abissino, qualunque sia il suo colore.
Sarà quindi solo una questione di gusto a guidarvi per la scelta del vostro gattino.

5. Non è vero che più è piccolo il cucciolo che si prende e meglio è.
Questo però vale per tutti i gatti, non solo per gli abissini…Un cucciolo fa tenerezza, sembra un batuffolo pieno di vita, è bello seguirne la crescita. Può essere educato a certi comportamenti. Ma non va preso mai troppo piccolo. Possibilmente non prima dei tre mesi di vita. E’ di fondamentale importanza che il cucciolo non venga tolto alla madre e ai fratelli troppo presto, perché è stando con loro che il suo carattere diventerà stabile e che imparerà le regole di convivenza e di vita. Un carattere equilibrato e un gatto felice implicano una infanzia serena e il pieno rispetto dei ritmi di crescita (che nel gatto sono piuttosto lunghi), in un ambiente che prepari il cucciolo alla futura vita con gli esseri umani.
A differenza di altri animali, è infatti la madre ad impartire tutta l’educazione di cui un gatto ha bisogno. Sottrarre troppo presto un cucciolo alla mamma porta al rischio di avere un gatto in futuro instabile, timido, insicuro, con atteggiamenti regressivi. Meglio quindi aspettare qualche settimana in più, ma portarsi a casa un esserino pronto davvero ad affrontare la sua nuova vita.
Inoltre è altrettanto importante assicurarsi che il piccolo, oltre al rapporto con la mamma e con i fratelli, abbia avuto garantito un corretto contatto con gli esseri umani. Essere nato e cresciuto in una casa normale (e non in gabbia o in luoghi appositi separati), avere avuto la possibilità di abituarsi al più presto ai suoi normali rumori e ritmi, aver avuto a che fare fin dalla nascita con esseri umani (per cui essere stato manipolato molto, coccolato, essere abituato alle voci, aver imparato a giocare anche con l’uomo, ecc.), avere avuto la possibilità di vivere veramente in casa (come spazi, compagnia, ecc.) sono tutti elementi che garantiscono al piccino un futuro felice, con la piena capacità di socializzazione che noi ci aspettiamo da un gatto veramente domestico. Portarlo via troppo presto da questo primo ambiente potrebbe costituire un trauma, controproducente per il suo futuro.
Avere un gatto piccolissimo risponde ad un nostro egoistico desiderio di qualcosa di tenero, o ad una altrettanto egoistica volontà di ‘sbarazzarsi’ del cucciolo per chi lo cede, non certo alle reali necessità di un gattino!
Inoltre solo prendendo un cucciolo che abbia almeno 12 settimane di vita si ha la garanzia che sia stato pienamente vaccinato e quindi non sia più così attaccabile da malattie anche mortali come la calicivirosi, l’herpesvirosi e la panleucopenia. La profilassi in Italia infatti specifica che il primo vaccino vada fatto a partire dalle 8-9 settimane di vita e il richiamo effettuato dopo 4 settimane (quindi alla 12°-13° settimana di vita). Un gattino più piccolo avrà al massimo solo la prima vaccinazione, che, notoriamente, non dà una piena copertura contro queste malattie (ricordando che il sistema immunitario di un gatto giunge comunque a completezza intorno ai 4 mesi di età)

6. Non è vero che un abissino abbia bisogno di vivere con qualcuno 24 ore su 24.
Come per la maggior parte degli esseri viventi, se si è in compagnia si è più felici. Ed è vero che l’abissino, come si è più volte detto, è molto legato alle persone con cui vive. Questo però non significa che sia legato agli esseri umani in modo abnorme, al punto di non saper passare da solo qualche ora.
Come per tutti i gatti, molte ore del giorno vengono dedicate al sonno. Poi c’è la toelettatura, il riposino…insomma, la convivenza con un abissino è assolutamente possibile anche se si è dei normalissimi lavoratori! L’importante è che, una volta tornati a casa, si tenga opportunamente conto delle sue esigenze e richieste, facendolo giocare, dedicandogli tempo e coccole, parlandogli, facendolo a parte della nostra vita.
Se proprio si teme che soffra troppo la solitudine, la presenza di un compagno gatto (meglio se coetaneo e cresciuto con lui) sarebbe il non-plus-ultra. Ma possiamo assicurare che questo non è affatto un obbligo: la maggior parte dei nostri gatti va a vivere da animale ‘figlio unico’ senza il minimo problema.

7. Non è vero che il somalo abbia il carattere diverso dall'abissino
A causa del suo pelo lungo, il somalo può sembrare morfologicamente diverso dall'abissino. In realtà questo è solo un effetto ottico, perché il diverso mantello non consente alle caratteristiche fisiche del somalo di essere immediatamente evidenti, come invece capita per il suo fratello a pelo corto. Siccome però spesso le razze a pelo lungo sono più tranquille di un abissino, erroneamente si può essere portati a credere che anche il somalo lo sia: niente di più falso. Non bisogna lasciarsi ingannare dall'aspetto più 'vaporoso', dall'aria un po' sognante e romantica che il pelo lungo può dare, dal fatto che i muscoli siano meno visibili...sotto quel mantello, batte lo stesso identico cuore di un abissino! Il carattere è quindi identico, con tutti i pro e gli eventuali contro...
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